Progetto sostenuto dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e da Interreg V-A Italia-Austria 2014-2020.

 

il mio “zaino”

il mio “zaino”
5. g.

 

L’ora del silenzio: tra San Candido e San Silvestro

“Se solo avessi caricato meno lo zaino!”. Chi non l’ha  pensato, trasportando uno zaino pesante? Camminare è certamente più facile con un bagaglio leggero. Godete delle cose semplici: l’acqua, il pane, una mela. Beati gli uomini semplici!

Le frustrazioni subite sono come un macigno nello “zaino 

della vita”. Può far bene riviverle, liberarsi di questo peso piangendo, esprimendo rabbia o rassegnazione. E infine chiedere anche a Dio di consolarci e di darci la forza di accettare la situazione. Anche se si è persa una persona cara o ci si sente soli, ciò può darci sollievo nel dolore.

L’amarezza provata per un torto subito può indurre a serbare a lungo rancore nei confronti di qualcuno. Ed è come avere un pesante masso nello zaino della propria vita. Un passo per liberarci di questo fardello sta nel riuscire a dire: “Desidero perdonare questa persona. Prego Dio di darmene la forza”.

Alcuni si sono già liberati del peso che portavano nel cuore. Ed è d’aiuto cedere questo fardello alla terra, passo dopo passo, attraverso i nostri piedi.

Per altri è d’aiuto l’invito della lettera di Pietro: “Getta sul Signore il tuo affanno!”.

esercizio

  • Di quale peso desidero liberarmi nella mia vita?
  • Quale peso vorrei oggi affidare a Dio?
  • Metto una pietra nello zaino e la dono a Dio, lasciandola per esempio alla croce sul Marchkinkele.
  • Ripetere lentamente le suppliche del “Padre Nostro” come preghiera di liberazione.
05 - Innichen - Kalkstein